Sicurezza Impianti - Sistemi Impianti

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La Sicurezza negli Impianti



Bisogna tenere presente, che non esiste impianto elettrico sicuro al 100%. Questo neppure nell' ipotesi di impianti progettati ed eseguiti in modo assolutamente rigoroso e nel metodico rispetto delle norme di legge (46/90). Ciò è dovuto alle caratteristiche intrinseche di questa forma di energia: invisibile, inodore, pericolosissima e invisibile ai nostri sensi finchè non ne veniamo in contatto diretto o indiretto. L' energia elettrica è la prima causa di incidenti domestici molto gravi molto spesso addirittura mortali.

Troppi sono i punti pericolosi in un impianto elettrico anche se di recente costruzione: dalla cucina e sopratutto nel bagno, terrazze, balconi ecc. Partendo dall' abituale ed erratissimo concetto che "finchè tutto funziona tutto va bene", giochiamo giornalmente a scacchi con la nostra vita. Inoltre il continuo aumento di apparecchi elettrici utilizzati nelle nostre case richiede necessariamente un aumento di "potenza" con conseguente maggiore erogazione di "corrente".

Una pericolosa realtà: nel nostro paese gli impianti elettrici sono fuori dalle norme di sicurezza nella stragrande maggioranza delle abitazioni: secondo una recente indagine realizzata da associazioni preposte, su un campione di 5000 famiglie emerge che il 13% delle abitazioni è a rischio incendio per motivi elettrici, il 52% degli impianti elettrici è a rischio fulminazione per la presenza di componenti elettrici danneggiati o deteriorati e nel 32% dei casi non è installato l'interruttore differenziale. (comunemente chiamato salvavita)

Questi dati appaiono ancor più preoccupanti se si considera che la grande maggioranza degli intervistati dichiara con certezza che il proprio impianto domestico non ha alcun tipo di problema. Questo perché la casa è percepita dagli utenti finali come un luogo caldo, accogliente ed emotivamente rassicurante a cui non si associa generalmente l'idea del rischio o del pericolo. Utenti che, come dimostrano i dati rilevati dall'istituto di ricerca e statistica Demoskopea, si sentono profondamente al sicuro tra le mura di casa nonostante i rischi cui sono quotidianamente esposti a causa dell'uso permanente di prese multiple (nel 66% dei casi), dell'assenza di interruttore differenziale o di messa a terra (32%) e di interventi all'impianto elettrico all'insegna del più spregiudicato fai da te' (52%)
                                                                                       
La percentuale di quanti sono sicuri dell'efficacia del proprio impianto elettrico (81%) dimostra che c'è un vuoto cognitivo in materia di sicurezza elettrica reso ancora più preoccupante dalla sottovalutazione e rimozione dei pericoli connessi. Per questi motivi la nostra azienda, per incentivare l'uso sicuro ed efficiente dell'energia elettrica, ha varato una serie di offerte che mirano a stimolare i cittadini a richiedere la verifica gratuita del proprio impianto di distribuzione di energia.

Questa iniziativa è dettata dallo stallo legislativo che stiamo vivendo in questi anni, in attesa che si compia la delega del Governo relativa al capitolo sicurezza e verifica impianti, con obbligatorietà di "controllo e manutenzione" periodici, obbligatori e certificati.


Gli impianti elettrici di tutte le unità immobiliari
devono essere realizzati secondo la legge sulla regola dell'arte (Legge 186/68) e la legge sulla sicurezza degli impianti (Legge 46/90). Quest'ultima richiama la legge sulla regola dell'arte e prescrive alle ditte il possesso dell'abilitazione alla esecuzione degli impianti, la redazione della dichiarazione di conformità e ai professionisti la redazione del progetto.
Chi interviene per lavori e adeguamenti su un impianto elettrico
deve rilasciare a fine lavori un documento chiamato "dichiarazione di conformità" che attesti di aver eseguito i lavori secondo la normativa vigente. La dichiarazione di conformità è un documento importante che va conservato con estrema ed esibito alle autorità richiedenti in caso di controlli o incidenti.


Salvavita nelle abitazioni.
La legge 46/90 si applica non solo agli impianti condominiali, ma anche all'impianto elettrico delle singole abitazioni. Queste sono ovviamente di competenza dei singoli condòmini. In realtà, le tubazioni del riscaldamento, dell'acqua, del gas e i ferri del cemento armato sono comuni a tutto 'edificio, così come l'eventuale impianto di terra. Ne consegue che un guasto a terra in un appartamento sprovvisto di interruttore differenziale (comunemente chiamato salvavita) può provocare un pericolo tramite gli elementi metallici suddetti, o lo stesso impianto di terra, negli altri appartamenti e nei servizi condominiali, ad esempio a causa di uno scaldacqua o di una lavatrice difettosi. Sono già accaduti infortuni mortali in situazioni del genere. L'impianto di terra dell'edificio


Nei condomini questi è comune sia ai servizi condominiali sia alle abitazioni ed è sicuro soltanto se tutti gli appartamenti sono protetti con un interruttore differenziale. L'installatore non può risolvere da solo il problema, perché non può intervenire sugli impianti dei singoli condòmini. E' un problema di sicurezza comune, da portare in assemblea condominiale. I singoli condòmini devono adeguare il proprio impianto a quanto richiesto dalla legge 46/90: installare un interruttore differenziale e l' impianto di terra, senza i quali essi metteranno in pericolo non solo i propri familiari, ma anche gli altri abitanti dell'edificio. In particolare il rischio di folgorazioni potrà manifestarsi anche sui servizi condominiali di cui l'amministratore è direttamente responsabile. Impianto di terra negli appartamenti.
L'interruttore differenziale (salvavita) da solo non evita eventuali responsabilità penali per infortuni dovuti alla mancanza dell'impianto di terra. L'impianto di terra dell'edificio va considerato un servizio condominiale utile per tutti i condomini, i quali hanno a loro volta l'obbligo di adeguare gli impianti all'interno della propria abitazione. Il progetto.
Il progetto è obbligatorio, anche quando i servizi condominiali sono alimentati da più contatori, per l'impianto elettrico alimentato dal singolo contatore con potenza contrattuale superiore a 6 kW (ascensore incluso), quando la centrale termica è a gas, se l'autorimessa ha capacità di parcamento maggiore di nove veicoli o con più di nove box che non si affacciano su spazio a cielo aperto e se esistono locali per i quali sussista pericolo di esplosione o rischio di incendio. Della mancanza di progetto degli impianti condominiali, dove richiesto, è responsabile non solo l'installatore, ma anche l'amministratore; in caso di infortunio la responsabilità diventa penale per negligenza e imprudenza.


Conclusioni.
Spesso, l'amministratore o il proprietario sono vittime inconsapevoli di quanti continuano indisturbati a progettare e ad installare gli impianti elettrici senza conoscere veramente le norme tecniche e di legge, e rilasciano, su richiesta, false dichiarazioni di conformità. Smascherare e combattere questi fuorilegge è nell'interesse di tutti, soprattutto degli amministratori e proprietari, sui quali grava la responsabilità di garantire la sicurezza altrui.

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